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Il mercato immobiliare dopo la pandemia. Risposte positive anche da investitori internazionali.

Aggiornamento: 21 giu 2021

Cosa è cambiato nella progettazione e costruzione immobiliare?

Nel 2020, il mercato residenziale ha confermato di essere il settore più elastico all’impatto dell’emergenza sanitaria. C'è stato un calo iniziale inevitabile, a seguito del lockdown dal marzo 2020, ma con una grande ripresa nella seconda parte dell’anno. Dal terzo trimestre la variazione è stata infatti rispettivamente del +3% e del +8,8%, con performance migliori per i comuni non capoluogo. Secondo le statistiche, a livello di prezzi, il calo è stato contenuto del -2%, considerando la media delle grandi città.

La sfida è di guardare lontano!

Il cambiamento introdotto dalla pandemia è stato il punto di partenza per una riflessione di massa. Nonostante il coronavirus, Il mercato risponde bene, non mancano gli investitori, anche internazionali, e soprattutto, cosa più importante, c’è molta liquidità. Il punto è che bisogna sapere interpretare i messaggi che provengono dal mercato con un occhio rivolto al futuro. Bisogna guardare lontano! Infatti lo sforzo di progettazione, è proprio quello di prevedere le tendenze del mercato e assumersi la responsabilità nei confronti di chi andrà ad abitare i quartieri che si stanno progettando.

Il mercato immobiliare dopo il coronavirus

Lo stravolgimento dovuto alla pandemia è l’inconveniente che nessuno avrebbe voluto trovare sulla propria strada. Quello che è successo farà molta selezione nel mercato immobiliare. Oggi, per esempio, si parla molto di ESG, obiettivi di sostenibilità, ma questa tendenza è nata già molto prima dello stato attuale che stiamo vivendo. L'aspettativa dell'utente oggi è di vivere in una casa che rispetti certi standard, ecologici, qualitativamente ben realizzati, ecc e se il prodotto non segue questa direzione rischia di rimanere invenduto. Lo stato di emergenza ha solo esaltato questa tendenza e l’ha resa più urgente, ma in qualche modo essa era già presente.

Possiamo quindi dire che la pandemia ha di fatto accelerato alcuni trend già in atto, che si sono manifestati nella ricerca di abitazioni polifunzionali, dotate di servizi condominiali, come ad esempio sale multifunzionali o ad esempio stanze di dimensioni più ampie, con spazi modulabili anche per lo smart working, ecc. Da non sottovalutare poi lo spazio esterno, giardino o terrazzo che sia, inteso come sfogo e prolungamento dell’abitazione stessa. Inoltre, si è evidenziato una maggiore attenzione di seconde case, grazie allo stato lavorativo in "smart working".

Da maggio 2020 con il Decreto Rilancio, grazie alle detrazioni fiscali al 110% per specifici interventi di efficienza energetica, antisismici, nuove installazione di impianti fotovoltaici ecc, si sono aperte importanti opportunità per riqualificare il patrimonio abitativo.


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